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Ulisse-Penelope: oltre il viaggio dell’eroe dalla separazione alla generatività

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  Articolo scritto per il numero settembre della rivista IPOTESI) Per molto tempo ho provato una certa avversione per l’Odissea. Non per la bellezza del poema, naturalmente, ma per il modello umano che mi sembrava rappresentare e che per secoli abbiamo continuato a celebrare quasi senza metterlo in discussione. Da una parte Ulisse, l’eroe: intelligente, astuto, curioso, libero di partire, attraversare il mondo, combattere, incontrare popoli sconosciuti, affrontare mostri e divinità, conoscere altre donne, perdersi e salvarsi. Dall’altra Penelope, che rimane a Itaca, tesse e disfa, custodisce la casa e il matrimonio per vent’anni. A lui l’avventura; a lei l’attesa. Per anni ho visto in questa coppia una rappresentazione quasi perfetta dell’ordine patriarcale. Ulisse mi appariva come uno dei grandi antenati simbolici dell’uomo occidentale: il conquistatore, l’esploratore, colui al quale è concesso allontanarsi perché da qualche parte una donna mantiene intatto il luogo del ritorno. P...

La salute nascosta nei muscoli: molto più che forza e movimento

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  Quando pensiamo ai muscoli, è facile immaginare una palestra, un bicipite contratto, qualcuno che solleva un peso, ma questa è un’immagine troppo limitata. Il muscolo non serve soltanto a produrre forza. Partecipa alla regolazione della glicemia, comunica chimicamente con altri organi, sostiene l’osso, conserva una riserva preziosa di proteine, contribuisce all’equilibrio e all’autonomia e sembra perfino conservare tracce biologiche degli allenamenti passati. Inoltre, c’è un’altra cosa che spesso dimentichiamo: il muscolo è uno dei tessuti che più rapidamente rispondono a ciò che facciamo — e a ciò che smettiamo di fare. In un esperimento sull’immobilizzazione di una gamba, per esempio, i ricercatori hanno rilevato segni di atrofia della coscia già dopo due giorni. Nei giorni successivi la perdita è proseguita rapidamente. Non significa che due giorni sul divano facciano scomparire i muscoli, naturalmente: l’esperimento prevedeva una vera immobilizzazione. Ma rende molt...

Fotobiomodulazione e Parkinson: una luce che merita attenzione

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Negli ultimi anni la fotobiomodulazione sta suscitando un interesse crescente nella ricerca sul Parkinson. L’idea è affascinante: utilizzare particolari lunghezze d’onda della luce rossa e del vicino infrarosso per sostenere il funzionamento delle cellule, favorire la produzione di energia e modulare alcuni processi coinvolti nella neurodegenerazione. Non si tratta di una luce che scalda o brucia i tessuti. La fotobiomodulazione utilizza LED o laser a bassa intensità per inviare alle cellule uno stimolo biologico. È come se la luce fornisse un segnale, invitando la cellula a utilizzare meglio le proprie risorse. Nel Parkinson questa possibilità è particolarmente interessante, perché la malattia non riguarda soltanto la dopamina. Entrano in gioco anche la sofferenza dei mitocondri, lo stress ossidativo, la neuroinfiammazione, le alterazioni metaboliche e la progressiva difficoltà delle cellule nervose a mantenere il proprio equilibrio. La domanda, quindi, è inevitabile: la luce può aiut...

Postura Naturale – Percorso Neurofunzionale per il Parkinson

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  Attraversare i sentieri del corpo per ritrovare presenza, equilibrio e libertà nel movimento Nel Parkinson, il movimento non scompare improvvisamente. Più spesso si restringe, rallenta, perde spontaneità. Un passo diventa più corto, un braccio oscilla meno, girarsi richiede maggiore attenzione, alzarsi da una sedia non è più un gesto automatico. La persona può sapere perfettamente cosa desidera fare e, tuttavia, incontrare una distanza inattesa tra l’intenzione e il movimento. È proprio dentro questa distanza che nasce  Postura Naturale – Percorso Neurofunzionale per il Parkinson : una proposta che integra i principi della riabilitazione neuromotoria con gli undici sentieri della Postura Naturale. Non si tratta di sostituire la fisioterapia neurologica con un approccio simbolico o meditativo. Al contrario, si tratta di collocare esercizio terapeutico, apprendimento motorio, cueing, equilibrio, forza e allenamento del cammino all’interno di una mappa capace di parlare anche a...

Il corpo nel bozzolo: quando la postura non si corregge, ma si trasforma

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Quando pensiamo a un bozzolo, immaginiamo un luogo di attesa. Un piccolo rifugio nel quale un bruco si nasconde per poi uscirne farfalla. Eppure il bozzolo è molto più di una semplice casa temporanea. Come racconta il filosofo Emanuele Coccia nel suo libro Metamorfosi , il bruco non entra nel bozzolo per diventare una versione migliore di sé stesso. Entra in uno spazio in cui la forma che lo ha accompagnato fino a quel momento può dissolversi, affinché ne emerga un’altra. La metamorfosi non consiste nel migliorare ciò che si è già. Consiste nell’avere il coraggio di lasciare andare una forma che non può più accompagnare la vita. Questa immagine mi accompagna da tempo e oggi mi sembra raccontare con sorprendente precisione ciò che accade nel percorso di Postura Naturale. Per anni siamo stati abituati a considerare la postura come qualcosa da correggere: raddrizzare le spalle, allineare la colonna, sistemare il bacino, rinforzare i muscoli. Ma se la postura fosse molto di più? Se fosse i...